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Come nascono in Italia le Banche del Tempo. Di Luigi Tomasso La storia delle BDT italiane è quanto Stampa
Scritto da Luigi Tomasso   
Giovedì 08 Aprile 2010 07:03

8 aprile 2010 - Pubblicata la ricerca di Luigi Tomasso su come nascono in Italia le Banche del Tempo.
Nella sezione LA STORIA di questo sito riportiamo una breve scheda sulla storia delle BDT in Italia.(...)


Come nascono in Italia le Banche del Tempo.

 

di Luigi Tomasso

La storia delle BDT italiane è quanto mai frastagliata. Le fonti sono
spesso contrastanti e i dati presenti in internet hanno i tipici
difetti: troppo abbondanti, troppo discordanti e frutto di un
fantasioso copia-e-incolla.  Da un punto di vista pratico, si può
suddividere in quattro fasi.

- a - Gli anni ’90.

- b - L’Osservatorio nazionale sulle Banche del tempo (1995-2002) e la
legge 53 del 2000.

- c – I Coordinamenti e l’Associazione Nazionale.

- d - L’era di internet.

Gli anni ’90.

Il termine “Banca del Tempo” è stato usato per la prima volta in
Italia nel 1991 per intuizione della segretaria della sede di Parma
del Sindacato pensionati della Uil.
L’idea è quella di venire incontro al bisogno degli anziani e dei
pensionati di utilizzare la grande quantità di tempo che rimane loro a
disposizione dopo che hanno finito di lavorare e si sentono espulsi
dalla vita attiva e, nello stesso tempo di aiutare le donne che
lavorano ed hanno figli.
Nel giugno nel 1995 è partita la progettazione e la sperimentazione
della Banca del Tempo di Ivrea, ad opera di dieci donne del Centro
Lilith-Casa delle donne. Per il primo anno di attività la banca è
stata aperta solo per le donne.
Contemporaneamente si viene organizzando la BDT di Sant’Arcangelo di
Romagna, per iniziativa della Presidente della Commissione Pari
Opportunità del Comune, nonché del Sindaco della città.

Intanto, attraverso una serie di incontri divulgativi, l’idea di
scambio di tempo incontra il favore di numerosi gruppi (associazioni
costituite e gruppi informali) che nel breve periodo danno vita a
Banche del Tempo.
Alla fine del ’95 sono 5 le esperienze attive. Nel ’96 una settantina.
Nel 2000 Tempomat ne valuta circa 300. Già allora, come oggi (2010)  è
difficile avere un atlante affidabile delle BDT. In particolare è
arduo distinguere tra realtà attive, in corso di
progettazione-sperimentazione oppure BDT ancora presenti in internet,
ma già concluse. Ci sono anche attività di scambio in stile BDT in
Associazioni di altro genere.

Da allora l'evoluzione è stata notevole e ha coinvolto
progressivamente tutta l'Italia, prevalentemente nell'area centro nord
ma con presenze significative anche nel Sud e nelle Isole.


- L’Osservatorio nazionale sulle Banche del tempo (1995-2002).
L'Osservatorio nazionale sulle Banche del Tempo denominato
Tempomat è stato istituito alla fine del 1995 dal Centro "Il Cittadino
Ritrovato" per sostenere e promuovere la diffusione delle Associazioni
"Banche del Tempo" in Italia. La sede legale era presso la Scuola per
dirigenti pubblici dell’Università di Siena e la direzione era presso
la Cgil nazionale, in Roma, Corso Italia n. 25. Ha cessato la sua
attività con la fine di Ottobre 2002 per chiusura del centro medesimo.
Il logo è stato attribuito alla Banca del Tempo “Le città invisibili”
di Guspini per essere utilizzato sul sito
www.tempomat.it di proprietà
della stessa banca ed è tuttora in funzione.

La legge 53 del 2000.
E’ l’unica presenza in Gazzetta Ufficiale del termine “banca del tempo”.
Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il
diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi
della città.
In questa Legge all'articolo 27 si dispone quanto segue:
1. Per favorire lo scambio di servizi di vicinato, per facilitare
l'utilizzo dei servizi della città e il rapporto con le pubbliche
amministrazioni, per favorire l'estensione della solidarietà nelle
comunità locali e per incentivare le iniziative di singoli e gruppi di
cittadini, associazioni, organizzazioni ed enti che intendano
scambiare parte del proprio tempo per impieghi di reciproca
solidarietà e interesse, gli enti locali possono sostenere e
promuovere la costituzione di associazioni denominate "banche del
tempo"


1998-2007

I Coordinamenti e l’ANBDT.
A Milano dal 1998 è presente il Coordinamento Banche del Tempo di
Milano e provincia, costituito in  associazione il 4 maggio 2000.
Tra il 1998 e il 2002 il Coordinamento di Milano è stato sostenuto
informalmente dalla Amministrazione Provinciale.
La sua attività iniziale consisteva in incontri periodici tra le
Banche del Tempo per scambiare esperienze, per risolvere e prendere
qualche iniziativa.
Con l'aumento del numero delle BDT e dei loro bisogni di supporto è
stato necessario dotarsi di uno statuto, che ha permesso al
Coordinamento di proporsi per un ruolo di rappresentanza.
Le principali attività del Coordinamento sino ad oggi sono state:
* riunioni periodiche delle Banche del Tempo;
* corsi di formazione su  temi riguardanti gli aspetti
organizzativi e valoriali delle banche del tempo;
* seminari tematici, feste promozionali o altro;
* elaborazione di nuovi progetti sociali;
* promozione e tutoraggio di nuove Banche del tempo;
* produzione non periodica di "Banche del Tempo News"
* creazione di una rete tra banche del tempo collegata attraverso un sito
* collaborazione con Enti pubblici e con varie associazioni e
organizzazioni.

Nel 2004 si è cominciato a pensare a una Rete nazionale. Attraverso
vari convegni nazionali (il primo ad Alì
Terme nel 2004), l’intuizione
iniziale di una Rete paritaria di base si è via via riconvertita in
una più strutturata Associazione Nazionale delle BDT (2007).
Ha lo scopo di creare collegamenti sistematici tra BDT già esistenti e
di sostenere lo sviluppo di nuove esperienze di questo tipo
L’Associazione ha sede a Roma. Dispone di un sito che riporta
informazioni istituzionali e di servizio. Pubblica un elenco regionale
delle BDT. Censisce, praticamente, soltanto quelle che hanno aderito
all’Associazione stessa.
Sia l’ANBDT sia i vari Coordinamenti sono organismi di proposta e
collegamento e quindi non ne è obbligatoria l’adesione da parte delle
singole BDT.
Ogni anno l’Associazione Nazionale propone all’inizio dell’autunno una
Giornata Nazionale, cui le BDT possono aderire nel quadro della
programmazione delle proprie attività.
L’ANBDT è stata fondata dalle esponenti di nove BDT italiane (Roma,
Milano, Alì
Terme, Gallarate,

Le BDT al tempo di internet

L’irruzione di internet e dei social network nello scenario culturale
italiano ha fortemente permeato la realtà delle BDT italiane negli
ultimi anni.
In un primo tempo, il web è stato utilizzato principalmente per
velocizzare e abbattere i costi dell’invio delle varie Newsletter e
degli inviti, in precedenza basato sui sistemi cartacei.
A Milano, la BDT del Centro Storico ha editato, fin dal 2002, un
Bollettino mail. Nel 2004 la gestione del Bollettino è passata al
Coordinamento.
Nel 2009 il Bollettino si è differenziato sotto due differenti
testate: banchetempo.milano, edito in automatico dal Coordinamento e
banchetempo-flash edito dall’omonimo sito indipendente.
Www.banchetempo-flash.it è un sito-monitor sostenuto da una decina tra
BDT, GAS, testate giornalistiche, Centri Studi e Associazioni di
gratuità etica e volontariato di Milano e altre località italiane.
Ha sede presso la BDT di Milano Niguarda (via Passerini 18 – Milano).
Contemporaneamente, con la diffusione di programmi informatici sempre
più facili ed amichevoli, molte BDT si sono dotate di un proprio sito,
utilizzato, oltre che per la comunicazione, anche in maniera
interattiva per la gestione degli scambi e la contabilità delle ore.
Alcune BDT consentono persino l’iscrizione automatica dei soci via
web. Ciò può costituire, a parere di molti, un depauperamento dei
valori di aggregazione  e di solidarietà diretta che sono il vero
obiettivo delle BDT.
Tra il 2009 e quest’anno, la crescente importanza dei social network
(Facebook in primis) ha fornito uno strumento formidabile proprio per
la creazione di gruppi promotori per nuove BDT.
Insomma, un vero e proprio vero passaparola elettronico.

(fonte:
www.banchetempo-flash.it)Come nascono in Italia le Banche del Tempo.

Di Luigi Tomasso

La storia delle BDT italiane è quanto mai frastagliata. Le fonti sono
spesso contrastanti e i dati presenti in internet hanno i tipici
difetti: troppo abbondanti, troppo discordanti e frutto di un
fantasioso copia-e-incolla.  Da un punto di vista pratico, si può
suddividere in quattro fasi.

- a - Gli anni ’90.

- b - L’Osservatorio nazionale sulle Banche del tempo (1995-2002) e la
legge 53 del 2000.

- c – I Coordinamenti e l’Associazione Nazionale.

- d - L’era di internet.

Gli anni ’90.

Il termine “Banca del Tempo” è stato usato per la prima volta in
Italia nel 1991 per intuizione della segretaria della sede di Parma
del Sindacato pensionati della Uil.
L’idea è quella di venire incontro al bisogno degli anziani e dei
pensionati di utilizzare la grande quantità di tempo che rimane loro a
disposizione dopo che hanno finito di lavorare e si sentono espulsi
dalla vita attiva e, nello stesso tempo di aiutare le donne che
lavorano ed hanno figli.
Nel giugno nel 1995 è partita la progettazione e la sperimentazione
della Banca del Tempo di Ivrea, ad opera di dieci donne del Centro
Lilith-Casa delle donne. Per il primo anno di attività la banca è
stata aperta solo per le donne.
Contemporaneamente si viene organizzando la BDT di Sant’Arcangelo di
Romagna, per iniziativa della Presidente della Commissione Pari
Opportunità del Comune, nonché del Sindaco della città.

Intanto, attraverso una serie di incontri divulgativi, l’idea di
scambio di tempo incontra il favore di numerosi gruppi (associazioni
costituite e gruppi informali) che nel breve periodo danno vita a
Banche del Tempo.
Alla fine del ’95 sono 5 le esperienze attive. Nel ’96 una settantina.
Nel 2000 Tempomat ne valuta circa 300. Già allora, come oggi (2010)  è
difficile avere un atlante affidabile delle BDT. In particolare è
arduo distinguere tra realtà attive, in corso di
progettazione-sperimentazione oppure BDT ancora presenti in internet,
ma già concluse. Ci sono anche attività di scambio in stile BDT in
Associazioni di altro genere.

Da allora l'evoluzione è stata notevole e ha coinvolto
progressivamente tutta l'Italia, prevalentemente nell'area centro nord
ma con presenze significative anche nel Sud e nelle Isole.


- L’Osservatorio nazionale sulle Banche del tempo (1995-2002).
L'Osservatorio nazionale sulle Banche del Tempo denominato
Tempomat è stato istituito alla fine del 1995 dal Centro "Il Cittadino
Ritrovato" per sostenere e promuovere la diffusione delle Associazioni
"Banche del Tempo" in Italia. La sede legale era presso la Scuola per
dirigenti pubblici dell’Università di Siena e la direzione era presso
la Cgil nazionale, in Roma, Corso Italia n. 25. Ha cessato la sua
attività con la fine di Ottobre 2002 per chiusura del centro medesimo.
Il logo è stato attribuito alla Banca del Tempo “Le città invisibili”
di Guspini per essere utilizzato sul sito
www.tempomat.it di proprietà
della stessa banca ed è tuttora in funzione.

La legge 53 del 2000.
E’ l’unica presenza in Gazzetta Ufficiale del termine “banca del tempo”.
Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il
diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi
della città.
In questa Legge all'articolo 27 si dispone quanto segue:
1. Per favorire lo scambio di servizi di vicinato, per facilitare
l'utilizzo dei servizi della città e il rapporto con le pubbliche
amministrazioni, per favorire l'estensione della solidarietà nelle
comunità locali e per incentivare le iniziative di singoli e gruppi di
cittadini, associazioni, organizzazioni ed enti che intendano
scambiare parte del proprio tempo per impieghi di reciproca
solidarietà e interesse, gli enti locali possono sostenere e
promuovere la costituzione di associazioni denominate "banche del
tempo"


1998-2007

I Coordinamenti e l’ANBDT.
A Milano dal 1998 è presente il Coordinamento Banche del Tempo di
Milano e provincia, costituito in  associazione il 4 maggio 2000.
Tra il 1998 e il 2002 il Coordinamento di Milano è stato sostenuto
informalmente dalla Amministrazione Provinciale.
La sua attività iniziale consisteva in incontri periodici tra le
Banche del Tempo per scambiare esperienze, per risolvere e prendere
qualche iniziativa.
Con l'aumento del numero delle BDT e dei loro bisogni di supporto è
stato necessario dotarsi di uno statuto, che ha permesso al
Coordinamento di proporsi per un ruolo di rappresentanza.
Le principali attività del Coordinamento sino ad oggi sono state:
* riunioni periodiche delle Banche del Tempo;
* corsi di formazione su  temi riguardanti gli aspetti
organizzativi e valoriali delle banche del tempo;
* seminari tematici, feste promozionali o altro;
* elaborazione di nuovi progetti sociali;
* promozione e tutoraggio di nuove Banche del tempo;
* produzione non periodica di "Banche del Tempo News"
* creazione di una rete tra banche del tempo collegata attraverso un sito
* collaborazione con Enti pubblici e con varie associazioni e
organizzazioni.

Nel 2004 si è cominciato a pensare a una Rete nazionale. Attraverso
vari convegni nazionali (il primo ad Alì
Terme nel 2004), l’intuizione
iniziale di una Rete paritaria di base si è via via riconvertita in
una più strutturata Associazione Nazionale delle BDT (2007).
Ha lo scopo di creare collegamenti sistematici tra BDT già esistenti e
di sostenere lo sviluppo di nuove esperienze di questo tipo
L’Associazione ha sede a Roma. Dispone di un sito che riporta
informazioni istituzionali e di servizio. Pubblica un elenco regionale
delle BDT. Censisce, praticamente, soltanto quelle che hanno aderito
all’Associazione stessa.
Sia l’ANBDT sia i vari Coordinamenti sono organismi di proposta e
collegamento e quindi non ne è obbligatoria l’adesione da parte delle
singole BDT.
Ogni anno l’Associazione Nazionale propone all’inizio dell’autunno una
Giornata Nazionale, cui le BDT possono aderire nel quadro della
programmazione delle proprie attività.
L’ANBDT è stata fondata dalle esponenti di nove BDT italiane (Roma,
Milano, Alì
Terme, Gallarate,

Le BDT al tempo di internet

L’irruzione di internet e dei social network nello scenario culturale
italiano ha fortemente permeato la realtà delle BDT italiane negli
ultimi anni.
In un primo tempo, il web è stato utilizzato principalmente per
velocizzare e abbattere i costi dell’invio delle varie Newsletter e
degli inviti, in precedenza basato sui sistemi cartacei.
A Milano, la BDT del Centro Storico ha editato, fin dal 2002, un
Bollettino mail. Nel 2004 la gestione del Bollettino è passata al
Coordinamento.
Nel 2009 il Bollettino si è differenziato sotto due differenti
testate: banchetempo.milano, edito in automatico dal Coordinamento e
banchetempo-flash edito dall’omonimo sito indipendente.
Www.banchetempo-flash.it è un sito-monitor sostenuto da una decina tra
BDT, GAS, testate giornalistiche, Centri Studi e Associazioni di
gratuità etica e volontariato di Milano e altre località italiane.
Ha sede presso la BDT di Milano Niguarda (via Passerini 18 – Milano).
Contemporaneamente, con la diffusione di programmi informatici sempre
più facili ed amichevoli, molte BDT si sono dotate di un proprio sito,
utilizzato, oltre che per la comunicazione, anche in maniera
interattiva per la gestione degli scambi e la contabilità delle ore.
Alcune BDT consentono persino l’iscrizione automatica dei soci via
web. Ciò può costituire, a parere di molti, un depauperamento dei
valori di aggregazione  e di solidarietà diretta che sono il vero
obiettivo delle BDT.
Tra il 2009 e quest’anno, la crescente importanza dei social network
(Facebook in primis) ha fornito uno strumento formidabile proprio per
la creazione di gruppi promotori per nuove BDT.
Insomma, un vero e proprio vero passaparola elettronico.



Ultimo aggiornamento Giovedì 08 Aprile 2010 07:06
 

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    • Milano Niguarda, Centro Culturale della Cooperativa: Breve storia del nucleare. 13 gennaio 2012
    • BDT Caponago MI, 13 gennaio 2012,

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